
Per svelare il mistero della lunghezza chilometrica delle cosiddette "omelie" del nostro curato(1.360pp.), che declamate dal pulpito, sarebbero durate all'incirca un'ora o due, se non di più, occorre notare che si trattava in realtà di vere e proprie catechesi per adulti o, come le chiama lo stesso curato, di istruzioni articolate su temi della vita cristiana, e quindi di "Sermoni", adattate alla cultura dei suoi parrocchiani, e a modo loro "magistrali".
E' del tutto inverosimile che si potesse trattare di "omelie" come oggi le intendiamo, poichè bisogna calcolare che sarebbero state declamate, con ritmo rallentato, durante la messa "vetus ordo" di allora, che già durava un'ora o più, per cui il santo Curato avrebbe dovuto "torturare" i suoi poveri e rozzi parrocchiani per circa 3 o quattro ore consecutive, il che ci sembra troppo...
I "Sermoni", del santo Curato, giunti integri fino a noi, in tutto 84, furono raccolti in quattro volumi e pubblicati nel 1882 da mons. Stefano Delaroche, arciprete d’Ainay a Lyon, e da dom Maria Agostino Delaroche, canonico regolare dell’Immacolata Concezione.
Furono composti, nella gran parte, secondo un'ipotesi accreditata, durante il primo periodo di ministero del santo Curato: tra il 1818 e il 1827, ma, con ogni probabilità, li "rieditava", riadattandoli di anno in anno, dato che il tempo a sua disposizione, nel suo orario "impossibile" della giornata pastorale, era pochissimo e diminuiva sempre più.
Li componeva tutti d’un fiato, senza rivederli, chiuso in sacrestia, di notte, impiegando fino a sette ore di seguito, come certifica il suo biografo e amico abate Alfred Monnin. E' ovvio che non tutti i Sermoni pronunciati dal curato, ci sono pervenuti, e, di quelli tramandatici, ne mancano almeno una quarantina, andati perduti o distrutti, come suppongono alcuni studi.


Le fonti alle quali il santo Curato si abbeverava erano: la Sacra Scrittura, la Vita dei Santi di Ribadeneyra, la Vita dei Padri del deserto, la Perfezione cristiana di Rodriguez, e le opere del padre Lejeune.
Dal punto di vista pastorale, i Sermoni possono apparire, a uno sguardo superficiale, segnati dal tempo e poco adatti ai cristiani di oggi o addirittura sconsigliabili.
Se ciò può essere vero, in parte, per quanto concerne le modalità espressive, oratorie e stilistiche, non lo è affatto per quanto riguarda i contenuti, che risultano più attuali della nostra presunta attualità, poiché sono eterni, com’è eterno il Vangelo da cui direttamente scaturiscono.
Una cosa è certa: se è diventato santo ed è stato proclamato “celeste patrono di tutti i parroci dell’universo”, è da supporre, a buon diritto, che ciò sia avvenuto anche a motivo delle sue Omelie, o meglio "Sermoni", esaminati con cura e approvati nel loro contenuto essenziale, teologico e pastorale.
Sembrerà assurdo, ma purtroppo corrispone al vero: mentre, da una parte, si sono andate moltiplicando le biografie, più o meno leggendarie, del santo curato, a partire dalla prima, classica, dell'abate A. Monnin, contemporaneo e amico del santo, i suoi Sermoni, invece, autentiche perle di spiritualità e di pastorale, ma anche di "psicologia spirituale", non sono mai stati tradotti integralmente, almeno nella nostra lingua, a parte, come sembra, una vecchia traduzione in italiano arcaico, dei primi anni del novecento, parziale, e ormai introvabile.

L'enigma si spiega con il carattere alquanto ostico e "fuori moda" di questi Sermoni, peraltro lunghissimi, come dei piccoli trattati monografici, che non temono di sottolineare molti temi scomodi, come la rigorosa Giustizia di Dio, che non contrasta con la sua infinita Misericordia, i Novissimi, l'azione del Demonio nella vita del credente, l'importanza primaria e assoluta delle Sacre Scritture, il cui amore appassionato pervade ogni suo discorso.

Nella presente traduzione ciascun Sermone reca i riferimenti precisi del testo originale francese, (giorno liturgico, titolo o tema trattato, e riferimento biblico).
Ciò lo rende facilmente rintracciabile, in modo che, chi lo desidera, possa gustarne il tenore e la freschezza originali, e verificare di persona ciò che viene detto, dove e come lo si dice, nel testo originale.
E' notevole, infatti, il danno spirituale che può arrecare alle anime una traduzione falsa o falsificata, imprecisa o errata, specie quando si tratta di un santo.
(A tale riguardo si faccia attenzione alle numerose cosiddette omelie tutt'ora circolanti, frutto di plagio da parte dei soliti pirati del web, alcuni dei quali sono stati perseguiti legalmente, ma non tutti, ancora. Tali riproduzioni illegali spesso risultano "taroccate", ossia manipolate e modificate secondo il gusto dei pirati di turno).
L' ordine seguito nella presente traduzione, ancora oggi prima e unica esistente, non è quello dei quattro volumi originali, avendo preferito l'ordine tematico a quello liturgico.
La presente traduzione ha richiesto un'impegno più che decennale (2010 - 2022 ca., oltre alle successive revisioni), a causa della difficoltà insita nel testo francese, non facilmente riproducibile in una traduzione italiana.
Questo perchè il francese del santo curato, naturalmente, non è quello, che si scrive e si parla oggi, ma quello di fine settecento - metà ottocento, che, spesso, fa uso di una terminologia ormai in parte desueta; in più il suo stile risulta a volte contorto e un po' ingarbugliato, a motivo dell'impeto oratorio che lo caratterizza e che energizzava non poco la sua predicazione.
Auguro ai lettori devoti di questo grande santo (praticamente sconosciuto o deformato dalla prolifica caterva di pseudo-biografie), una lettura proficua e purificatrice...
